Salvobuonfine (bisognerebbe anche occupare le banche)

09.10.2018

Lo spettacolo nasce da una reazione, dalla perdita, da una grande amarezza e dal tentativo di addolcirla con il pretesto di una grandiosa incazzatura. In Salvobuonfine, l'attore individua tra gli spettatori il Padre e il Figlio, ai quali consegna un testo da leggere in un rito che, come ironica messa profana, si rifà al linguaggio biblico. Una domanda resta sospesa: Padre, dov'è la salvezza? Poi l'inganno: un personaggio ambiguo sottopone il Padre a una singolare ipnosi, costringendolo, con un cialtronesco raggiro, a firmare un mutuo trentennale. Seguono giorni kafkiani in cui, dopo la morte del padre, un figlio è costretto a sempre più inquietanti dialoghi con funzionari di banca, notai, cancellieri e assicuratori. Infine una lettera al padre, tra adulti. La salvezza è uno spiraglio nelle scelte che l'uomo decide di compiere? Il resto è privato.

Produttore: A.C.T.I. Teatri Indipendenti Regista: --- Autore: Lorenzo Bartoli Protagonista: Lorenzo Bartoli Durata: 75 minuti Numero atti: 1 Anno di produzione: 2017